Una nuova ricerca mette in luce difetti critici nella sicurezza delle smart card RFID
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Uno studio rivoluzionario rivela le vulnerabilità delle smart card RFID ampiamente utilizzate
Un nuovo studio completo dell’Institute of Cybersecurity della Technion University ha sollevato significativi allarmi riguardo alla sicurezza delle smart card RFID (Radio-Frequency Identification), onnipresenti nel controllo degli accessi, nei sistemi di pagamento e nei trasporti pubblici.
La ricerca, intitolata "The Layered Insecurity of Modern RFID Implementations", dimostra che una parte sostanziale delle smart card RFID attualmente utilizzate si basa su protocolli di crittografia obsoleti o implementati in modo debole. I ricercatori sono stati in grado di clonare, intercettare e, in alcuni casi, aggirare completamente la sicurezza di diversi modelli di carte comuni utilizzando hardware conveniente e standardizzato.
"Molte organizzazioni e consumatori presumono che queste carte siano intrinsecamente sicure", ha spiegato la dott.ssa Elena Vance, la ricercatrice principale. "I nostri risultati mostrano che un falso senso di sicurezza è pervasivo. Abbiamo intercettato con successo la comunicazione tra carte e lettori a distanza, raccolto identificatori univoci e sfruttato le debolezze crittografiche per creare duplicati funzionali."
Le vulnerabilità derivano da diversi fattori: l’uso continuato di protocolli legacy come MIFARE Classic, scarse pratiche di gestione delle chiavi da parte di produttori e utenti finali e la natura fisica della comunicazione wireless, che è intrinsecamente suscettibile agli attacchi di skimming e di inoltro. Lo studio evidenzia che, sebbene esistano carte ad alta sicurezza (ad esempio, quelle che utilizzano la moderna crittografia AES), la riduzione dei costi spesso porta all’implementazione di una tecnologia inferiore.
Le implicazioni sono gravi. L'accesso non autorizzato agli edifici, i pagamenti fraudolenti, il furto d'identità e il tracciamento dei movimenti delle persone diventano possibili per gli autori malintenzionati. Le infrastrutture critiche, gli uffici aziendali e le serrature delle camere d’albergo che dipendono esclusivamente da queste carte vulnerabili sono particolarmente a rischio.
In risposta ai risultati, gli esperti di sicurezza informatica stanno sollecitando un approccio di sicurezza a più livelli. Le raccomandazioni includono:
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Eliminazione graduale carte RFID legacy a favore di alternative moderne e crittograficamente forti.
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Implementazione autenticazione a due fattori (ad esempio carta più PIN o dati biometrici).
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Regolare controlli di sicurezza e test di penetrazione dei sistemi di accesso fisico.
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Consapevolezza dell'utente sui rischi dello skimming delle carte negli spazi pubblici.
I principali produttori di carte hanno preso atto del rapporto e molti si sono impegnati ad accelerare il ritiro delle linee tecnologiche più vecchie. Anche gli organismi di normalizzazione sono sotto pressione per imporre processi di certificazione più rigorosi.
"La sicurezza delle smart card RFID non è una caratteristica statica; è una corsa agli armamenti continua", ha concluso il dottor Vance. "Questa ricerca è un campanello d'allarme. Man mano che integriamo queste tecnologie sempre più profondamente nella nostra vita quotidiana e nei nostri sistemi critici, dobbiamo investire nella loro resilienza con la stessa urgenza con cui lo facciamo per le nostre reti digitali."
Il rapporto tecnico completo sarà presentato alla prossima Conferenza internazionale sull'hardware crittografico e sui sistemi integrati (CHES).


