L'orologio nascosto: quanto durano veramente i chip RFID?
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LONDRA – Dal tracciamento di un pacco in tutto il mondo alla concessione dell’accesso a un edificio per uffici, la tecnologia RFID (Radio-Frequency Identification) è parte integrante della vita moderna. Ma una domanda fondamentale spesso non viene posta dagli utenti finali: qual è la durata di questi onnipresenti chip? La risposta, dicono gli esperti, non è un semplice numero ma una complessa equazione tra design, ambiente e applicazione.
A differenza dei dispositivi con alimentazione limitata, la longevità di un tag RFID è determinata principalmente dal suo tipo. La varietà più comune, i tag RFID passivi, non ha batteria interna. Sono alimentati interamente dall'energia delle onde radio provenienti da un lettore. La loro durata è essenzialmente la durata del microchip e dell'antenna.
"Con l'RFID passivo, parliamo spesso di decenni di vita funzionale, in genere 20 anni o più", spiega la dottoressa Eleanor Vance, scienziata dei materiali presso l'Università di Sheffield. "Il punto di guasto raramente è il chip di silicio stesso, ma la connessione all'antenna o il degrado fisico dell'antenna dovuto allo stress ambientale."
Questi fattori ambientali sono i veri “killer della durata della vita”. Temperature estreme, umidità, esposizione ai raggi UV e abrasione fisica possono deteriorare i materiali del tag molto prima che il chip si guasti. Ad esempio, un tag RFID incorporato in un pilastro di cemento probabilmente durerà più a lungo dell'edificio, mentre uno su un pezzo di attrezzatura di produzione soggetto a vibrazioni costanti e esposizione chimica potrebbe guastarsi in pochi anni.
La storia è diversa per i tag RFID attivi e passivi assistiti da batteria (BAP), che contengono una fonte di alimentazione interna.
"I tag attivi hanno un timer per il conto alla rovescia", afferma Mark Higgins, CTO di un'azienda di monitoraggio logistico. "La loro durata è direttamente legata alla batteria, solitamente tra i 3 e gli 8 anni. Una volta scarica la batteria, il tag è praticamente morto. I tag BAP hanno una durata della batteria più lunga rispetto ai tag attivi, poiché la batteria alimenta il chip solo quando attivato da un lettore, ma devono comunque affrontare la stessa limitazione finale."
Questa variazione nella durata della vita ha implicazioni significative in tutti i settori.
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Catena di fornitura e logistica: Le aziende che si affidano all'RFID per il tracciamento delle risorse riutilizzabili necessitano di tag che possano durare per centinaia di viaggi. La durabilità è fondamentale.
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Controllo accessi e badge identificativi: Questi tag passivi sono progettati per anni di utilizzo quotidiano, ma i danni fisici derivanti dalla piegatura o dalla caduta rimangono una causa comune di guasto.
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Sanità: I braccialetti RFID per l'identificazione dei pazienti sono progettati per un uso singolo a breve termine per prevenire la contaminazione incrociata, con una durata misurata in giorni o settimane.
La ricerca di tag RFID più lunghi e resistenti sta guidando l’innovazione. I ricercatori stanno sviluppando tag utilizzando substrati flessibili e durevoli e tecniche di incapsulamento migliorate per proteggere i componenti delicati. Alcuni stanno addirittura esplorando la tecnologia RFID senza chip e le etichette completamente stampate e biodegradabili per specifiche applicazioni a breve termine.
"L'obiettivo è rendere la tecnologia invisibile e affidabile quanto il codice a barre, ma con la potenza dei dati wireless", aggiunge il dott. Vance. "Comprendere l'"orologio nascosto" all'interno di ciascun chip RFID è il primo passo nella progettazione di sistemi che non siano solo intelligenti, ma anche sostenibili e affidabili a lungo termine."
Sia per le aziende che per i consumatori, la chiave è far corrispondere le specifiche dell'etichetta all'uso previsto. La durata della vita non è un mistero; è una specifica che, se scelta saggiamente, garantisce il funzionamento senza interruzioni del mondo connesso.


